Luca fadda fotografo a cagliari, pula, sud sardegna

chi sono

luca fadda prende appunti con una cliente per un nuovo shooting

Luca Fadda, fotografo a Cagliari e nel Sud Sardegna

Prima ascolto, poi fotografo.

Sono Luca Fadda e fotografo persone, luoghi e storie da oltre quindici anni.

Nel tempo ho capito che le fotografie che rimangono non nascono soltanto da una buona luce o da una bella composizione. Nascono soprattutto dal capire chi ho davanti, cosa vuole raccontare e cosa vale davvero la pena ricordare.

Per questo, prima di prendere in mano la macchina fotografica, preferisco ascoltare.

Il mio rapporto con la fotografia

Mi sono avvicinato alla fotografia quasi per caso, quando ero adolescente.

Allora fotografavo a pellicola. Non potevo vedere subito il risultato, non potevo scattare all’infinito e questo mi ha insegnato una cosa che ancora oggi porto con me: aspettare.

Aspettare la luce, un gesto, uno sguardo. Aspettare che qualcosa succeda davvero, invece di costruirlo.

Da quando sono diventato padre, però, la fotografia ha assunto per me un significato ancora più grande. I figli crescono velocemente e ci sono momenti che sembrano normali mentre li viviamo, ma che poco tempo dopo diventano irripetibili.

Forse è anche per questo che oggi cerco fotografie capaci di conservare qualcosa, non soltanto di essere belle.

Dopo più di quindici anni di lavoro ho ripreso in mano una macchina fotografica a pellicola. L’ho fatto per tornare a fotografare anche per me, seguendo i miei tempi e ritrovando quel ritmo più lento con cui avevo iniziato.

Un ritmo che sento molto vicino anche alla Sardegna, alla nostra terra e alla nostra cultura: osservare, aspettare, dare tempo alle cose.

In un periodo in cui tutto sembra dover succedere velocemente, per me fotografare significa anche questo: rallentare abbastanza da accorgersi di ciò che sta succedendo.

oltre la fotografia

Fuori dal lavoro mi piace continuare a cercare immagini e storie in altri modi: attraverso il cinema, i viaggi, la musica e il mare.

Suono il basso, sono appassionato di cinema — soprattutto degli anni ’90 e 2000 — e quando posso mi immergo, letteralmente: sono anche subacqueo.

Sono passioni diverse, ma hanno tutte qualcosa in comune: mi fanno rallentare, osservare e scoprire cose nuove.

il mio percorso

La fotografia è diventata un lavoro nel tempo, quasi senza che me ne accorgessi.

Dopo i primi anni passati a fotografare per passione, ho deciso di studiarla seriamente e di trasformarla in una professione. Mi sono formato alla John Kaverdash Academy di Milano e da lì è iniziato un percorso che dura da oltre quindici anni.

Negli anni ho fotografato persone, matrimoni, famiglie, aziende, artigiani, ristoranti, strutture ricettive ed eventi. Ho insegnato fotografia, tenuto laboratori e fatto parte di giurie in concorsi fotografici.

A un certo punto il mio lavoro si è incrociato anche con il mondo della comunicazione e del marketing. È stata un’esperienza importante, perché mi ha insegnato a guardare un’immagine non soltanto per la sua bellezza, ma anche per ciò che deve comunicare e per la persona a cui deve arrivare.

Oggi tutto questo convive nel mio modo di lavorare.

L’esperienza tecnica conta, ma per me viene dopo. Prima cerco di capire chi ho davanti, cosa vuole raccontare e quale tipo di immagine può avere davvero senso per quella persona, quella famiglia o quella attività.

Dopo più di quindici anni continuo a pensare che la fotografia sia soprattutto questo: osservare, capire e scegliere il momento giusto.

come lavoro

Ogni servizio parte da una conversazione.

Prima di fotografare cerco di capire chi ho davanti, cosa vuole raccontare e quale tipo di immagini può avere davvero senso per quella persona, quella famiglia o quella attività.

Durante il servizio intervengo solo quando serve. Posso guidare, suggerire o aiutare a sentirsi più a proprio agio, ma preferisco lasciare spazio a ciò che accade davvero.

Mi interessa osservare i gesti, le relazioni, la luce, gli spazi e quei piccoli momenti che spesso passano inosservati.

Non lavoro allo stesso modo con tutti, perché non tutte le storie hanno bisogno delle stesse immagini.

Che si tratti di una famiglia, di un matrimonio, di un professionista o di una struttura ricettiva, il mio obiettivo resta lo stesso: creare fotografie sincere, coerenti e utili a raccontare qualcosa di vero.

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Nei periodi di lavoro più intensi (matrimoni ed estate) potrei metterci un po’ di più, ma leggo ogni messaggio con attenzione.